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Isola di Capo Rizzuto

Isola di Capo Rizzuto Isola di Capo Rizzuto KR

La Storia

Alcuni fanno derivare il nome “Insula” dalla esistenza di alcune isole prospicienti i tre promontori “Japigi”, identificati in Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Punta Le Castella, così denominati dalla presenza del mitico Hapyx, figlio di Dedalo, uno degli artisti più valenti dell’antica Grecia. Infatti, secondo quanto riportano alcune testimonianze letterarie antiche, tra cui Erodoto e Strabone, Japyx o Japige fuggì da Creta seguendo il padre in una spedizione in Sicilia.

 

 

L'Aquarium di Capo Rizzuto

L’Aquarium ospita la flora e la fauna dell’area marina protetta ed è una piccola riserva nella quale sono stati ricreati, nel pieno rispetto degli organismi presenti, gli habitat marini.

La struttura è dotata di un laboratorio didattico dedicato ai bambini per diffondere la conoscenza della biologia e dell’ecologia del mare, di una sala multimediale con uno schermo gigante per la visione di filmati inerenti il mare ed i vari aspetti dell’Aquarium e di una vasca tattile nella quale poter “toccare” con mano gli abitanti del mare.

L’Aquarium è un Centro di Educazione all’Ambiente Marino -CEAM-studiato per essere il fulcro di una intensa attività educativa indirizzata soprattutto ai giovani.

 

L'Area marina protetta di Capo Rizzuto e le sue splendide spiagge

L’Area Marina Protetta "Capo Rizzuto" si stende lungo una zona costiera caratterizzata dall’alternarsi di promontori e golfi, con spiagge tutte di sabbia fine, prevalentemente libere, i cui colori vanno dal   bianco, all’arancione al rosso. Da nord proseguendo in direzione Le Castella si incontrano le spiagge di Capo Colonna, Scifo, Marinella, Cannella, Capo Bianco, Capo Rizzuto, Sovereto, alle cui spalle si stende la  “spiaggia dei gigli marini”, Le Castella, Praia Longa.

I fondali dell’Area marina protetta di Capo Rizzuto sono un’emozionante scoperta da ammirare a bordo di battelli dal fondo trasparente. Un’esperienza unica lasciarsi cullare dalle onde ed osservare le immense praterie di Posidonia Oceanica, abitate da simpatici pesci multicolori, che fanno capolino dai ribelli e verdi ciuffi. Il breve ma emozionante viaggio nel mondo sommerso è previsto anche di notte.

 

Percorsi archeologici subacquei

Il mare ha enormi ricchezze che aspettano di essere scoperte.

Grazie alla professionalità dei diving locali è possibile immergersi ed ammirare i nostri fondali pieni di vita, di colori e di forme.

Il primo singolare percorso archeologico subacqueo si stende nel tratto di mare a sud del castello Aragonese di Le Castella. Il percorso, lungo circa 400 metri, si sviluppa tra le rocce che contornano il castello e testimonia come nel passato questo tratto di mare fosse emerso ed occupato da una cava per l’estrazione di blocchi.

Sui fondali dell’incantevole baia di Scifo è possibile ammirare un intero carico di marmi provenienti dall’Asia Minore trasportato da un bastimento commerciale che probabilmente naufragò tra il 200 e il 250 d.C. a causa di una collisione contro i fianchi del vicino promontorio di Capo Pellegrino.

Sul versante sud di Capo Colonna, al largo di Cicala, una nave romana ha depositato il suo enorme carico di blocchi e colonne marmoree, databili al II - III sec. d.C. Al largo di Capo Pellegrino è visibile un carico marmoreo databile al III sec. d.C.

Nella stessa zona è inoltre conservato un carico di grandi macine litiche, di età romana. Sui fondali antistanti Capo Cimiti si trovano grandi colonne marmoree databili al II sec. d.C.