Torna alla lista

Santa Severina

Santa Severina Santa Severina KR

La Storia

Le origini di Santa Severina sono documentate nel V secolo a.C. da Ecateo di Mileto, che la menziona tra le città dell’Enotria col nome di Siberene.

La città conobbe le dominazioni Bizantina, Araba, Normanna, Sveva, Angioina e Aragonese. Nel 1496 venne infeudata ed elevata a sede di contea, quindi assegnata ad Andrea Carafa a cui seguirono i suoi discendenti. La Signoria passò poi ai Ruffo, agli Sculco e ai Greuther che la detennero fino all’eversione della feudalità, nel 1806. Da allora la città seguì le sorti del Regno di Napoli.

 

Il Castello Carafa

Centro propulsore della vita del paese è il Castello con i suoi 10.000 mq, in cui la storia è raccontata da ogni singola pietra.

All’interno del Castello sono ospitati il Centro documentazione e studi castelli e fortificazioni della Calabria, la Mostra delle armi e delle armature, i Musei Archeologici del Castello e del Territorio, la Mostra degli abiti d’epoca e il Museo d’Arte contemporanea di Santa Severina (MACSS) che espone opere di grandissimi artisti, da Mimmo Rotella a Ennio Calabria, da Mark Aspinall a tanti altri importanti maestri contemporanei.

Il Castello domina su Piazza Campo che fu pavimentata negli anni Ottanta con l’impiego di travertino e porfido abilmente collocati in modo da formare una grande ellisse con al centro la rosa dei venti ed intorno le rappresentazioni di pianeti, simboli alchemici, cicli dell’oro, dei metalli, del tempo e delle stagioni.

 

 

 

 

La Cattedrale, il Battistero, il Museo Diocesano

Su Piazza Campo, quasi in uno scontro tra il potere temporale e quello spirituale, si affaccia maestosa la Cattedrale, dedicata a Santa Anastasia, patrona del paese, ed edificata alla fine del XIII secolo dall’Arcivescovo Ruggiero di Stefanunzia.

Fu modificata ed abbellita nei secoli successivi dagli arcivescovi che si susseguirono, principalmente dal Berlingieri ai primi del Settecento. Oggi, dell’impianto originario resta solo il portale principale, opera di scalpellini meridionali.

Accanto alla Cattedrale è il Palazzo Arcivescovile in cui vi è il Museo Diocesano di arte sacra, scrigno di autentiche magnificenze, tra oggetti e documenti, che tramanda la storia della metropolia bizantina istituita alla fine del IX secolo.

Lo stesso palazzo ospita anche l’Archivio e la Biblioteca diocesani, importanti contenitori di storia e cultura, con le oltre 250 pergamene e i 2000 volumi, tra incunaboli, cinquecentine e seicentine.

Ed è ancora sulla stessa piazza, dietro il campanile, che regna sublime l’opera architettonica più preziosa del borgo, il Battistero, un vero gioiello dell’arte bizantina, sec. VII-IX, il più antico monumento ecclesiastico aperto al culto in Calabria.

Esso rappresenta gli albori di una storia illustre che attraverso piccoli e grandi eventi, nella lunga durata, è giunta fine a noi, prosecutori fieri e consapevoli di un’eredità straordinaria.

Ma la bellezza di Santa Severina non si esaurisce nei monumenti che si affacciano sulla piazza.

È l’intero Borgo, curato e armonioso, costellato da tanti altri edifici storici, chiese e palazzi, che imprime nella memoria del visitatore un piacevole ricordo, che lo persuade a tornarci con amici e parenti in tutti i periodi dell’anno, soprattutto nelle serate estive in cui Piazza Campo fa da sfondo a spettacoli e feste.